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Benvenuti sul blog ufficiale di ragdolldellacontea.com

PREMESSA

Qui troverete una serie di brevi articoli su pagina unica, aggiunti periodicamente, che vi forniranno semplici consigli pratici e molto diretti sulla corretta introduzione, gestione, educazione, mantenimento, alimentazione (ecc...) del vostro nuovo micio: una sorta di libretto d'istruzioni del gatto. Tali considerazioni sono basate unicamente sulla nostra personale esperienza e conoscenza del mondo felino in quanto allevatori, vogliono essere una sintesi dell'essenziale che occorre sapere per trattare al meglio un gatto (siete invitati ad approfondire voi stessi i singoli argomenti) e non vogliono né devono sostituire il parere del vostro medico veterinario o quello di qualsivoglia figura professionale competente in materia di benessere animale. Tutti i prodotti citati non hanno alcuna finalità promozionale ma soltanto pratica, e sono disponibili sui siti dei principali pet shop o farmacie online e\o presso i rispettivi punti vendita fisici.

CAPITOLO 1 - ALIMENTAZIONE

Innanzitutto - e questo dev'essere ben chiaro - il gatto è un animale CARNIVORO stretto. Di conseguenza le componenti più importanti della sua dieta sono le proteine e i grassi, oltre a vitamine e taurina, cioè tutto ciò che ricaverebbe in natura da una preda. I carboidrati, invece, il gatto non li trova in natura e infatti sono del tutto inutili al suo sviluppo (ma in piccole quantità aiutano nella digestione, in quanto fonti di fibre): evitate quindi di dare pasta, pane e in generale qualsiasi prodotto a consumo umano diverso dalla carne.

Il cibo confezionato, se di qualità alta o medio-alta, è già perfettamente bilanciato e completo, appositamente studiato per le esigenze nutrizionali del vostro gatto, per cui ritengo non necessario adottare un'alimentazione casalinga\dieta B.A.R.F. ma, se proprio volete farlo, prestate molta attenzione perché la carne cruda, se contaminata, può comportare il rischio (seppur raro) di malattie potenzialmente letali, causate da batteri come E. Coli e Salmonella o ancor peggio da virus. Evitate assolutamente la carne suina, preferendo quella bovina, che dev'essere freschissima; particolarmente ricchi di nutrienti sono gli organi interni (fegato, cuore, milza, polmoni) di pollame e bovino, che potete dare tranquillamente se cotti qualche minuto in un filo d'acqua bollente. Come per gli esseri umani, anche il gatto tenderà a gradire quei cibi che ha assaggiato durante l'età della crescita, per cui cercate di variare il più possibile il gusto di crocchette e umido (vari tipi di carne e pesce, diverse marche...) finché è ancora un cucciolo.

Ma come muoversi in mezzo ad una tanto vasta offerta di pet food di differenti marche? Un primo criterio da seguire è sicuramente andare a guardare la fascia di prezzo: le crocchette più economiche sono tali perché piene di riso e cereali, decisamente meno cari della carne, presente in quantità a volte davvero irrisorie. Il secondo criterio è proprio questo, non fidarsi del blasone di marche come Schesir o Purina, ma leggere personalmente la scheda degli ingredienti e dei componenti analitici. Guardate ai prodotti cosiddetti "grain free", cioè senza riso e cereali (sostituiti da frutta e verdure per apportare fibre e vitamine), il cui ingrediente principale deve essere la carne (o il pesce) e non i loro derivati. In particolare voglio segnalare le Purizon come uno dei migliori rapporti qualità-prezzo, con il 70% di carne (proteine 44% e grassi 20%) e il restante 30% di frutta e verdura; se proprio non badate a spese ci sono top di gamma come Orijen, che utilizza nell'emulsione animali interi (con ossa e pelliccia) per simulare al meglio l'alimentazione naturale del gatto.

Quanto al cibo umido, stesso discorso, anche se i valori nutrizionali di riferimento cambiano notevolmente: cercate un contenuto proteico >10,5% (Animonda Carny per qualità-prezzo), che può arrivare al massimo intorno al 15-17% (Virtus, Applaws o altri monoproteici). Vi potreste chiedere che senso ha spendere circa 1 euro per ogni porzione di un cibo decisamente meno nutriente del corrispettivo in crocchette: in effetti l'umido non dovrebbe mai sostituire il secco, ma solo completarlo. Le sue principali funzioni sono sostanzialmente 3: rendere felice il gatto (che trova il paté molto più gustoso dei soliti croccantini), farlo mangiare di più e dunque contrastare l'inappetenza (perché, per lo stesso motivo, difficilmente rifiuterà di mangiarlo) e, cosa più importante, tenerlo ben idratato (infatti i gatti, in quanto originari del deserto, avvertendo poco la sete, tendono a bere altrettanto poco e questo può portare negli anni a sviluppare calcoli e varie altre patologie renali e delle basse vie urinarie). Riguardo all'inappetenza, un altro modo per invogliare il gatto a mangiare di più può essere variare spesso, a rotazione, il gusto del cibo (soprattutto tra carne e pesce) perché uno stesso sapore alla lunga può stancare; ovviamente questo non vale sempre, dipende dal singolo gatto, che a volte mangia volentieri per tutta la vita lo stesso cibo e (se "viziato" fin da cucciolo) può rifiutarsi completamente di mangiarne uno anche minimamente diverso da quello a cui è abituato; in ultimo, chiaramente non sempre il gatto necessita di essere messo all'ingrasso, e anzi il suo peso va tenuto sotto controllo anche in quanto a eccesso, per iniziare a seguire una dieta in base alle indicazioni del vostro veterinario.

Tanto per l'umido quanto per il secco, scegliete le versioni "kitten", che hanno un alto contenuto calorico, fino ai 12 mesi di età del gatto, e cioè per tutta la fase di crescita, per soddisfare un fabbisogno energetico reso elevato, oltre che dall'accrescimento in sé, anche da un metabolismo veloce e da uno stile di vita giocoso e attivo. In seguito alla sterilizzazione, il micio tende a diventare più calmo e pigro, il metabolismo rallenta ma al contempo aumenta il suo appetito: per evitare quindi di trasformare l'eccesso calorico in sovrabbondanza di adipe sul corpo, con conseguente rischio di insorgenza di malattie legate all'obesità (e quindi diabete, problemi cardiovascolari, renali, epatici...), occorre passare ad un'alimentazione specificamente adatta ai gatti sterilizzati (caratterizzata da una ridotta percentuale di grassi, intorno all'11%, e un tenore proteico invece ancora più alto), comunque non prima dell'anno di vita, anche nel caso in cui l'intervento venga eseguito prima, se non su indicazione del veterinario.

Per concludere, ci tengo a ribadire il divieto di dare al gatto qualsiasi alimento proveniente dalla nostra tavola diverso dalla carne (non suina) fresca e priva di condimento; evitate quindi anche carne speziata, cotta con olio, bruciata, i salumi e gli insaccati (in quanto estremamente salati), uova crude (a meno che freschissime, e date solo il tuorlo), pesce crudo, le lische di pesce (le spine ingerite possono causare lesioni interne). Luogo comune diffuso è poi che il gatto sia ghiotto di latte: questo è vero, peccato che non lo digerisca. Per questo vendono apposito latte per gatti senza lattosio (ad esempio quello Whiskas o Catessy). Infine sono assolutamente vietati (in quanto velenosi per il gatto e potenzialmente letali, o comunque tossici): cioccolato e dolciumi, tè e caffè, cipolla, aglio, scalogno, erba cipollina, buccia di patate e pomodori verdi, avocado, uva e uvetta...; attenzione alle piante nocive, tra cui Ficus, ortensia, dieffenbachia, Stella di Natale, geranio, giglio...

CAPITOLO 2 - IGIENE

A differenza del cane, il gatto è un animale molto pulito, schizzinoso e che tiene molto e bada personalmente alla propria igiene: passerà ogni giorno una buona parte del tempo a leccarsi il pelo, soprattutto dopo aver mangiato, usato la lettiera e ogniqualvolta percepisca sé stesso o il proprio ambiente sporco. A motivo di ciò, non è assolutamente necessario lavarlo, e anzi andrebbe evitato in quanto fonte di grande stress (com'è risaputo i gatti odiano l'acqua), se non nei casi in cui si renda inevitabile farlo (diarrea...). Se proprio volete abituare il vostro cucciolo al bagno, cominciate fin da subito e comunque solo nei periodi più caldi o in ambienti adeguatamente riscaldati, e asciugate a lungo il pelo con il phon, per evitare che si ammali.

Ciò a cui il gatto a pelo lungo o semi-lungo non può del tutto provvedere da solo è invece la toelettatura. Per evitare la formazione di nodi (poi di difficile rimozione) è meglio prevenire attraverso una spazzolatura regolare: non serve in realtà impegnarsi ogni giorno, ma basta anche solo una volta a settimana, purché sia ben approfondita, soprattutto sul petto, collo e intorno alle orecchie, cioè quelle zone più difficilmente accessibili per la lingua del gatto. Consiglio la spazzola Furminator, adatta anche per rimuovere il pelo che altrimenti andrebbe perso per casa, soprattutto durante i periodi di muta, cioè in autunno (quando perde il pelo leggero estivo per sostituirlo con quello più folto invernale) e in primavera (viceversa). Se si formano comunque dei nodi, ci sono prodotti come il condizionatore sciogli-nodi Camon che possono aiutare, insieme a forbici per toelettatura. Riguardo alle unghie, è importante che il gatto possa affilarle su un tiragraffi: questo evita sia che lo faccia sul vostro arredamento, sia che gli artigli crescano eccessivamente, dando fastidio durante il movimento. Solo in tal ultimo caso è necessario spuntarle con apposite forbici, facendo molta attenzione a distinguerle dalle dita... (se non ve la sentite è meglio lasciar fare al veterinario).

Quanto alla lettiera, deve essere di dimensioni adeguate, posizionata ben distante dalle ciotole di acqua e cibo e tenuta costantemente pulita (per la schizzinosità di cui parlavo prima). L'habitat naturale del gatto è il deserto, allora la lettiera sarà tanto più gradita quanto più è simile a un deserto in miniatura: sabbia non agglomerante minerale molto fine e priva di profumazione. Questo non vuol dire che ogni altra tipologia sia sempre da evitare, ma anche in questo caso dipende dal singolo gatto: la sabbia agglomerante anzi è più facile da pulire e riduce gli sprechi, ma alcuni gatti hanno schifo dei cristalli e allora o fanno i bisogni fuori dalla lettiera o peggio li fanno con minore frequenza, sforzando i reni; allo stesso modo la profumazione è utile a noi per coprire i cattivi odori, ma può dare fastidio ai gatti, perché quello che per noi è un gradevole profumo (ad esempio quello degli agrumi) non lo è per un animale carnivoro che si è evoluto per gradire perlopiù solo il sapore e l'odore della carne.